Il Palio della Freccia d'Oro 

 

Una cavalcata dal mare alle colline dell'alta Tuscia, dalla Maremma ai contrafforti che preludono ai laghi di Bolsena e di Vico. Per una grande festa di campagna.

 

A Tuscania, per la festa di S.Antonio Abate (3a domenica di gennaio), arrivano i butteri, i cavalieri maremmani, capaci di domare cavalli come e meglio dei cow boy del far west (con i quali nel XIX secolo vi fu un epico confronto).

 

Tuscania, incantevole e magica con le sue case di pietra e cotto che offrono agli occhi dei visitatori angoli medievali incontaminati è meta per tutte le stagioni. E nel pieno dell'inverno, quando la collina dove sorgono i resti dell'antico abitato con le straordinarie basiliche romaniche si veste di colori insoliti, diventa affascinante.Pier Paolo Pasolini ne fu così colpito da scegliere di girare qui molte scene di "Uccellacci e uccellini"; Liliana Cavani ne fece lo scenario del film di San Francesco.

 

I butteri sfilano per le vie dell'abitato accompagnati da una banda musicale. Nel 2003 è stata quella di Ascoli Satriano, cittadina in provincia di foggia, con la quale Tuscania, nello stesso giorno della festa, si è gemellata con una cerimonia in Comune per suggellare il comune culto dei due centri per San Potito, martire cristiano.

 

Si ripete poi il rito della benedizione degli animali nella basilica di Santa Maria del Riposo, ed i visitatori, come tradizione, possono gustare le rinomate frittelle di cavolfiore cotte in olio d'oliva bollente in una grandissima padella sistemata in piazza Italia e degustare ed acqusitare prodotti tipici della Tuscia negli allestimenti vicino alla piazza.

Il pezzo forte della giornata è comunque il Palio della Freccia d'Oro, con la partecipazione di arcieri locali, della vicina Canino e di altre città impegnate in particolari prove di abilità in vari punti del centro storico per l'intera giornata. Al calar del sole, viene aperto il forziere con la Freccia d'Oro da consegnare ai vincitori.

Infine, i butteri tornano a Piazza Italia mentre un grande falò, il Fuoco di Sant'Antonio segna l'avvio delle feste di Carnevale.

(Tratto dal Corriere della Sera del 17 Gennaio 2003 - articolo di Giuseppe Rescifina)

 

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